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| 1° maggio - Festa del Lavoro |
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Il 1° maggio in tutto il mondo si festeggiano i lavoratori ed il lavoro.Da tanto tempo, da troppo tempo in Italia si muore di lavoro:Si muore per il lavoro che c'è, perchè non vengono rispettate regole e misure di sicurezza.Si muore per il lavoro che non c'è, perchè il timore di non trovarne un altro e di non poter garantire sicurezza e dignità alla propria famiglia, fa' disperare e credere che tutto sia perduto e che non valga più la pena vivere.
Senza lavoro si vive in condizioni difficili, umilianti, spesso si perde il senso della realtà, ci si sente perduti, inutili, fuori dalla società e nulla sembra possa essere più riportato ad una situazione di normalità. Sono nata in una città meravigliosa e difficile, affascinante, unica, dove, però, nascere, crescere e vivere a volte è una sfida col destino: la tua vita non sarà la stessa se nasci in un quartiere oppure in un altro, se provieni da una famiglia oppure da un'altra, se ti viene consentito di crescere e vivere serenamente oppure se la tua vita è una roulette russa giocata con il Fato. Ci sono ragazzi a cui non è permesso vivere l'infanzia come a tanti fanciulli occidentali, ragazzi ai quali non è permesso studiare, conoscere tenerezze e carezze che sono normali per tutti i fanciulli del mondo. A Napoli niente è normale, tutto è più forte e plateale, tutto è passione, teatro. Fatalità, nelle mani di un destino beffardo che ti fa' nascere in una delle più belle città del mondo, dove però la vita di tutti è appesa al filo del Fato e dove la disciplina e la volontà contano molto meno che in molte altre parti del mondo. Una città meravigliosa dove trovare un lavoro serio, onesto, in regola e adeguatamente retribuito è, purtroppo, un miraggio per molti, quasi una vincita al superenalotto, una città in cui devi decidere se sopravvivere e arrangiarti mantenendoti onesto oppure dove sei costretto a cedere al fascino di una criminalità che ti promette molto e che ti toglie tutto, a partire dalla dignità e dalla libertà. “Napule è na carta sporca e niscune se ne 'mporta e ognune aspetta a ciorte” sono le parole più belle e dure di una bellissima canzone di Pino Daniele, moderno menestrello di una città intrappolata in un destino beffardo che la tiene prigioniera. Il rischio di oggi è che l'Italia tutta diventi sempre di più simile a questa meravigliosa città e che, inevitabilmente, il destino di tutti gli italiani sia una lenta agonia fatta di illegalità diffusa, di furberie e di prepotenze, perché non è solo Napoli ad essere così, ma a me sembra che Napoli, con le sue tinte più vivaci, rappresenti l’avanguardia negativa di una società alla deriva sociale che sembra abbia preso a scivolare verso un baratro profondo. Mai più di oggi sono necessarie le parole di un grande Napoletano, Eduardo de Filippo, che in una delle sue illuminate tragedie faceva dire al suo protagonista “Adda passa’ ‘a nuttata…” e perché la nottata passi dobbiamo impegnarci ad accendere la luce… Buon 1° maggio a tutti. Concetta C. |



