Ristorazione
Notizie e altro...
Le nostre campagne
Cerca
Statistiche
Utenti : 127Contenuti : 57
Tot. visite contenuti : 22709
| 3 maggio - Giornata mondiale per la libertà di stampa |
|
|
Il 13 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale per la libertà di stampa e di informazzione. tra le tante iniziative spicca in Italia quella organizzata dalla FNSI a Milano dove è stata organizzata una manifestazione che vedrà al centro dell'attenzione alcuni giornalisti sotto scorta,Rosaria Capacchione e Lirio Abbate, impegnati nel loro lavoro a denunciare i misfatti della criminalità organizzata presenti nelle loro regioni in cui risiedono e lavorano,rispettivamente Campania e Sicilia. art. 19 Dichiarazione universale diritti umani Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Art.10 Convenzione europea dei diritti dell’uomo Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione. Art. 21 della Costituzione Italiana Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
In Italia sono diverse le persone che sono minacciate di morte e che per questo sono costrette a vivere sotto scorta, in una limitazione della libertà individuale gravissima, altissimo prezzo per non essersi voluti piegare alla logica dell’omertà. Persone alle quali va tutto il mio rispetto, la mia riconoscenza e gratitudine e credo che siano solo questi i sentimenti da provare nei confronti di chi per dovere di cronaca e di verità ha messo a repentaglio e rischia tutti i giorni la propria vita e che in onore di questi valori ha sacrificato la propria libertà. La nostra Società ha vissuto momenti molto bui, terrorismo e stragi di stato hanno caratterizzato gli anni settanta e i primi anni ottanta e da essi siamo usciti con le ossa rotte, con tanti morti da piangere e onorare, ma con una certa dignità. Quella dignità sembra oggi venir meno, essere messa in discussione per l’incapacità di raccontare la verità e i fatti che sembra essersi oggi impossessata di un buon numero di professionisti dell’informazione. L’Italia, nelle classifica mondiale redatta da Reporters sans frontieres, si trova collocata al 49° posto, posizione in discesa tra l‘altro, che non ci fa’ onore certamente, considerato che ci vantiamo di essere tra le 8 superpotenze mondiali…. Un interessantissimo documento è la lista dei “40 Predatori della libertà di stampa nel mondo”. Vi riporto un brano della relazione di RSF-Italia riguardante la situazione in Italia: “I commercianti, gli imprenditori e i magistrati non sono le sole vittime delle organizzazioni mafiose come Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita. I giornalisti e gli scrittori italiani sono anch’essi nel loro mirino, quando scrivono delle loro azioni. Roberto Saviano, autore di “Gomorra” è costretto a vivere sotto protezione permanente della polizia. In totale una decina di giornalisti lavorano sotto protezione della polizia. Le minacce, le lettere anonime, i pneumatici tagliati, le vetture incendiate sono centinaia. Tutti gli scrittori che scrivono sui gruppi mafiosi sono stati prima o poi sotto sorveglianza. Lirio Abbate, 38 anni, corrispondente a Palermo per l’Ansa e autore del libro “I Complici” vive anch’egli sotto protezione della polizia. Lo stesso vale per Rosanna Capacchione. Da più di vent’anni questa giornalista di 48 anni, che lavora per il Il Mattino, il principale quotidiano di Napoli, scrive e denuncia i crimini della Camorra, come Saviano è ricercata dal clan dei casalesi. E il loro lavoro, con tutti i rischi che comporta, è ben lontano dal ricevere sostegno dal capo dello stato. Nel novembre 2009 Silvio Berlusconi ha minacciato di strangolare gli autori dei film e dei libri sulla mafia, che, secondo lui, darebbero una cattiva immagine dell’Italia.” La voglia di raccontare i fatti è tanta nel mondo: 255 giornalisti sono stati ammazzati in Iraq dall’inizio della guerra, nel 2003; molti sono i giornalisti che in tutto il mondo hanno perso la vita per difendere questo diritto che è uno dei diritti più altruistici che esistano, chi lo professa, chi lo mette in pratica lo fa’ soprattutto per consentire ad altri, ai lettori, agli ascoltatori di conoscere notizie e fatti che consentano di farsi un’opinione libera, veritiera e non di parte. Anche l’Italia ha pagato il suo tributo dovendo rinunciare negli anni a giornalisti come Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, Enzo Baldoni, Nei primi mesi del 2010 sono stati uccisi nel mondo 42 giornalisti e gli anni peggiori sono stati il 2006 e il 2007 che hanno visto uccidere 168 e 172 giornalisti molti dei quali in Iraq. Non vi è differenza tra coloro che sono stati ammazzati in guerra e quelli che sono stati ammazzati qui da noi o che da noi vivono sotto scorta. Giornalismo e magistratura sono poteri di controllo per la democrazia ai quali non possiamo rinunciare. “La libertà di stampa è l’identità con cui si misura la civiltà di un paese” Mimmo Candido. Vi invito a visitare i siti web di Reporters sans frontieres (www.rsfitalia.org) e di Freedom house per approfondire l’argomento. Digitando giornata mondiale per la libertà di stampa su un motore di ricerca troverete molte informazioni utili per chiarirvi le idee e farvi una libera opinione. Non smettere di pensare è il solo modo che abbiamo per ringraziare coloro che si sono battuti e che si battono per garantire a tutti la fruizione del diritto alla libera informazione, diritto sancito da tutte le carte internazionali sui diritti (ONU, UE e Costituzione Italiana deellequali ritrovate i riferimenti all’inizio di questo articolo). Non possiamo permetterci di perdere questa battaglia di democrazia. Buona vita a tutti Concetta C. |



