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"La nostra è diventata una comunità nazionale che conta non solo nei numeri, ma gli immigrati sono la linfa vitale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non comprenderlo significa non saper guardare alla realtà" cosi ha definito, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'incontro al Quirinale sui "Nuovi cittadini italiani" l'importanza degli immigrati in Italia che contribuiscono nell' aiutare il Paese a sostenere il debito pubblico.
In occasione dell'incontro con i nuovi italiani, il presidente della Repubblica chiede maggiore considerazione per gli immigrati in quanto sono una risorsa fondamentale per l’intero paese. Lo condivide anche il premier Monti sostenendo che gli immigrati sono tra i protagonisti che possono attribuire allo sviluppo del paese.
Napolitano, inoltre, ha ricordato che senza di loro l’Italia sarebbe un Paese molto più vecchio e con meno potenzialità di sviluppo. Infatti, secondo le stime del Dossier, sono mediamente piu gioveni degli italiani. Ecco perché se il sistema pensionistico regge è anche grazie ai circa 7,5 miliardi di euro all'anno di contributi pagati dagli immigrati. Secondo le ultime stime disponibili di Unioncamere (Rapporto Annuale 2011), nel 2009 gli immigrati lavoratori regolarmente residenti in Italia che sono circa 2 milioni (secondo l'Istat) hanno contribuito per l’12,1% alla creazione del Pil attraverso il lavoro dipendente e autonomo, un valore che si aggira attorno ai 165 miliardi di euro.I flussi migratori necessitano di una regolamentazione, ma "si sbaglia a ritenere determinanti le norme di contrasto" che "continuano a mostra un'efficacia limitata, a comportare costi eccessivi e ad essere esposte a eventi imprevisti, come si è constatato in Nord Africa nel 2011". E' quanto si afferma nel ventunesimo Dossier Caritas/Migrantes sull'immigrazione. Affrontando, invece, il tema della cittadinanza, fino ad oggi, la legislazione e' considerata assai arretrata. Infatti, non tutti gli immigrati di seconda generazione ottengono la cittadinanza in modo fluente come dovrebbe essere, poiché sono ragazzi che frequentano le scuole, parlano perfettamente la lingua, e in tanti casi parlano anche il dialetto del posto in cui vivono, partecipano alla vita quotidiana italiana, pensano in italiano...e sognano in italiano ma purtoppo vengono considerati e chiamati stranieri. Per la prima volta e' nato il nuovo Ministero della Cooperazione internazionale e l'Integrazione, istituito dal neo presidente del Consiglio Monti. Un segno che l'Italia si sta rivoluzionando dal punto di vista sociale e finalmente si da voce agli immigrati che fino ad adesso non sono stati presi in considerazione. Ben vengano quindi le aperture e la volontà di affrontare, il fenomeno per dare, finalmente, una degna considerazione a queste persone invece di essere valutate come problema o come una risorsa, solo così funzionerà "l’ascensore sociale che è rimasto bloccato per tanto tempo", come ha ribadito il Presidente concludendo il suo discorso.
Fiori Mohamed Mahmud |