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Elezioni in Marocco; cosa ne sara' della democrazia? Stampa

L’anno 2011 sarà ricordato per lo scoppio delle rivolte sociali in Nord Africa ed in Medio Oriente. Sono stati seguiti gli sviluppi almeno per quanto riguarda l'Algeria, Tunisia e l’Egitto. Si aggiunge oggi il Marocco dove il re , Mohamed VI, è riuscito ad evitare le rivolte grazie ad una politica di liberalizzazioni e soprattutto rinunciando al potere monarchico assoluto, aprendo alla democrazia il paese. Con Mohamed VI si é imboccata la via della progressiva modernizzazione del paese e dello svecchiamento della burocrazia vera diga posta dalle classi superiore a guardia dei propri privilegi, e nell'ottobre 2008, il Marocco è stato il primo paese del Mediterraneo ad ottenere uno status di partenariato speciale con l'Unione Europea (“advanced status”), in seguito alle riforme intraprese a livello politico, sociale ed economico. Tale status include l'istituzione di una conferenza UE-Marocco e la partecipazione diretta del Marocco in una serie di consigli ministeriali UE e di meeting di lavoro.
Il 28 agosto scorso,in occasione del 58 ° anniversario della Rivoluzione del Re e del popolo, il re Mohammed VI ha chiamato per la modernizzazione e democratizzazione delle strutture statali che appaiono fortemente nel progetto di regionalizzazione in avanti.
Ma adesso le elezioni legislative del 25 novembre scorso sono state vinte dal partito islamico Giustizia e Sviluppo (Pjd) conquistando 107 seggi su 395."Questa è la democrazia, con o senza l'Islam", ha affermato il leader del Pjd, Abdelilah Benkirane. "Gli europei devono capire che o è democrazia o non lo è", ha risposto Benkirane a chi gli chiedeva dei timori su una possibile deriva islamica del Marocco, assicurando che l'Occidente "non ha nulla da temere".
Intanto non sono nemmeno iniziate le consultazioni di Mohammed VI per la nomina del premier, che già le spire dell’islamismo radicale sibilano il vento dell’oscurantismo. 2M, la tv marocchina famosa per il suo orientamento moderato, già vede le prime giornaliste con il velo, cosa che ha letteralmente scioccato un pubblico non abituato a vederle nella Tv di Stato.
PJD in Marocco, come Ennhada in Tunisia ed ai Fratelli Musulmani in Egitto, e’ il frutto di un populismoche oggi é al potere e ricerca una sua propria identità, come sosteneva anche Marx; la religione resta l’oppio per i popoli che viene somministrato con cura nei momenti di transizione.
Una ricerca di se stessi che passa attraverso la riconferma delle origini ,dell’identità che ha come riferimento l’Islam.
Il popolo marocchino e' disposto a "rinunciare" alla democrazia per cui ha lottato per molto tempo per ottenerla? Bisogna chiedersi se effettivamente i rappresentanti del Popolo sono eletti dai cittadini Marocchini o dalle logiche partitiche. Non resta che aspettare e osservare cosa succederà nelle prossime settimane in Marocco per avere anche un'idea più chiara sulle tendenze politico-sociali e religiose che tutto il mondo arabo sta attraversando in questo preciso momento storico.

 

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