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Che futuro avremo noi ragazzi stranieri che studiamo qui in italia?

Questa domanda è troppo bella, perchè personalmente mi riguarda molto, alcune volte penso che non c'è più bisogno di continuare i mie studi, perchè ho paura di essere discriminata dopo tutto il percorso scolastico che ho svolto qui in italia. A questo proposito va sottolineato il problema delle seconde generazioni, composte in larga parte da stranieri ma non certo da immigrati. I minorenni stranieri regolarmente soggiornanti in Italia oggi sono aumentati di tanto. Di loro sappiamo che pensano e sognano in italiano, che parlano veneto in Veneto e siciliano in Sicilia, ma anche che vivono i problemi e le speranze comuni a tutti i giovani in Italia, quella di riuscire a riconciliare la nostra quotidianità italiana con il fatto di non vederci riconosciuti come cittadini a causa dell’inadeguatezza della legge italiana. Purtroppo oggi l’unica significativa norma davvero dedicata all’acquisto della cittadinanza da parte delle “seconde generazioni” è quella di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 91/1992, che funziona poco e male, che consente solo ai nati in Italia di chiedere la cittadinanza al compimento del diciottesimo compleanno, purché dimostrino il possesso continuativo sia del permesso di soggiorno e sia della residenza anagrafica sin dalla nascita. Le poche proiezioni disponibili ci dicono però che su 100 ragazzi nati in Italia e qui ancora residenti al compimento dei 18 anni ben 42 rimangono stranieri, semplicemente perché non hanno la continuità di residenza anagrafica e di soggiorno per tutti i 18 anni che hanno vissuto in Italia. Così, ogni anno che passa, migliaia di diciottenni nati e vissuti in Italia rimarranno stranieri e avranno una buona ragione in più per recriminare contro l’unico paese che conoscono e nel quale vivranno tutta la vita.

Comunque io sono una ragazza del Ghana,ho 24 anni,non sono nata in Italia ma vivo in italia da quasi 17 anni e sono in regola e pago le tasse come ogni altro cittadino e non riesco a capire perchè la mia opinione non conta niente anche se mi ritengo italiana più di molti italiani che magari sono pure analfabeti,ho comminciato tutti i mie studi qui a Palermo,dopo che mi sono diplomata,ho scelto di continuare con l'università dato che voglio avere un futuro migliore,dopo di chè ho abbandonato i miei studi, perchè riflettendo alcune volte mi faccio delle domande:Avrò un futuro migliore stando in italia? dato che pure frequentando le scuole qui non ho i privileggi che hanno i citadini,mi vengono vietate alcune cose che vorrei fare assieme ai mie compagni e coetani italiani. Per esempio; quando frequentavo le scuole secondarie non potevo fare i viaggi d'istruzione in alcuni paesi come Londra, perchè ero considerata immigrata quindi avevo bisogno del visto per poter partire,non potevo neanche partecipare ai concorsi pubblici, perchè lo stato Italiano non me lo permette,questa situazione mi dà il rancore, non mi incoraggia assolutamente di continuare a studiare, alcune volte sento che questo cielo mi appartiene ma dopo di che con alcune situazioni mi sento messa da parte. Comunque mi faccio sempre avanti, dato che anche i bambini nati in italia non diventano automaticamente cittadini dalla nascita ma hanno il dovere di aspettare di compiere i 18 anni prima che vengono riconosciuti. Comunque questa situazione non riguarda solo me, ma a tanti ragazzi stranieri anche se non sono nati qui, sono cresciuti qui e conoscono la lingua e la cultura l'italiana più di un cittadino, facendo caso io sogno e penso sempre in italiano, alcune volte parlando con i miei genitori nella nostra lingua "Twi" una parola in italiano mi esce spontaneamente,ma questo io non lo considero un caso ma lo considero una realtà, perchè trascorro più tempo a parlare l'italiano che la mia lingua.Spesso mi faccio la domanda se il governo italiano cambierà l'idea su di noi ragazzi che studiamo e se ci garantirà un futuro, per esempio: i ragazzi che studiano in Francia, in Belgio o in Germania si sentono più al loro agio, perchè anno l'appoggio del governo, il governo li sostiene, li incoraggia ad andare avanti, perchè essi hanno capito che loro,anche se sono stranieri,dato che hanno vissuto lì,studiano lì, parlano bene sia la lingua ufficiale e alcuni anche i vari dialetti, penso che anche loro possano essere il futuro del paese ospitante. io lo dico sempre e lo ribadisco, non bisogna essere nati in un paese per esserne citadini, ma conoscendo bene la lingua,la cultura,la religione,le pietanze, le abitudini ecc..del posto in cui vivi, si diventa teoricamente cittadini,ma praticamente bisognerebbe fare molte lotte.Insomma io credo che sia una grave ingiustizia sopratutto se sono nati in italia,come trovo assurdo che non abbiano la cittadinanza italiana i figli degli stranieri nati in italia. Insomma un bambino nato in italia da genitori stranieri si ritrova ad avere la cittadinanza di un paese che non conosce e che sente escluso in un paese in cui è nato e cresciuto. Purtroppo le leggi italiane non riconoscono a noi studenti immigrati ed alla nostra famiglia i diritti più elementari, chi nasce in italia è giusto che ottenga la cittadinanza italiana immediata,in quanto è a tutti gli effetti italiano,inoltre un citadino straniero che paga regolarmente le tasse al comune di residenza,sarebbe giusto potesse esprimere il proprio parere partecipando alle elezioni amministrative;la lega nord usa spesso a vanvera il termine integrazione senza tenere conto che per essere veramente integrati oltre i doveri bisogna riconoscere anche i diritti.

Mabel Appiah Kubi

 

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