|
Anche in questo caso parto, diciamo, da lontano ma per giungere all’attualità. Infatti, a mio avviso, questa crisi oltre ad avere origine dal nostro ciclo di Kondratiev ha anche altre ragioni proprio perché la realtà è più complessa di come la vorremmo disegnare con i nostri semplici schemi.
In ogni caso, partiamo dalla ormai famosa teoria di Wallerstein secondo la quale il sistema dell’economia moderna denominata sistema mondo dell’economia nasce nel ‘400 in Toscana con le lettere di credito per poter viaggiare in sicurezza e quindi fare affari, per semplificare, nel contesto confuso e, concedetemi, pericoloso dell’epoca vale a dire il medioevo. Come è strutturato il sistema mondo dell’economia secondo Wallerstein? È composto da un centro forte, di confini certi, economia avanzata per il contesto e una moneta che diviene internazionale per gli scambi e per concludere tecnologicamente avanzato. Esso importa materie prima e semilavorati per esportare prodotti finiti quindi con maggior valore aggiunto. Un ultimo aspetto importante è il fatto che essendo l’area più avanzata ha il sistema di ricerca e sviluppo più avanzato e di conseguenza la fa da padrone anche sulla lingua oltre alla moneta. Intorno al centro c’è la semiperiferia che produce prodotti standardizzati e diciamo è meno forte. Infine, i paesi periferici che sono importanti anch’essi per la vita del sistema in quanto garantiscono gli approvvigionamenti perché ricchi di risorse (lavoro e materie prime) oppure semplicemente hanno una posizione geografica molto importante. Tutti gli altri sono fuori. Tale sistema è caratterizzato per avere un sistema economico globale inteso non in termini geografici ma limitato all’area che ne fa parte mentre politicamente le diverse aree che lo compongono sono degli stati. Questo sta a significare che gli stati non sono in grado di controllare l’economia perché non possono prendere provvedimenti per l’intero sistema ma solamente per l’area che essi controllano. Quindi quando gli Stati prendono provvedimenti i processi economici si spostano altrove. Infine, nel tempo spesso accade che aree che in precedenza non ne facevano parte ne entrano mentre altre retrocedono o ne escono. E’ il caso per esempio degli Stati Uniti alla fine degli anni ottanta dell’ottocento oppure la Cina alla fine del ventesimo secolo. La Cina da area esterna è divenuta prima periferica in quanto offriva manodopera a basso costo e successivamente semiperiferica avanzata e forse un giorno sostituirà il centro. Come d’altronde gli Stati Uniti hanno sostituito, a cavallo delle due guerre, l’Inghilterra e prima quest’ultima l’Olanda la quale sostituì il Portogallo delle grandi scoperte del cinquecento il quale a sua volta la Toscana della prima fase. Ora è necessario aggiungere l’ultimo tassello del pensiero di Wallerstein per poi giungere alle nostre conclusioni. Il sistema mondo si basa su una divisione gerarchica del mercato del lavoro dove dal centro verso la periferia i lavoratori si occupano di processi sempre più standardizzati e poi obsoleti e partecipano in misura minore alla distribuzione del risultato della produzione. Perché quindi parlare di tutto questo se il mondo di oggi sembra completamente diverso? In realtà questo è un sistema che si modifica ma che non cambia. Infatti, oggi, anche in questo caso, in un momento epocale in quanto la posizione dominante degli Stati Uniti, cioè del centro, è messo in discussione da diverse parti. Vale a dire dall’Europa con la moneta unica che è divenuta la secondo valuta di riserva al mondo, dalla Cina e dall’Asia che stanno divenendo l’area più dinamica del mondo. E ricordo che per dinamica si intende crescita, ricchezza e produzione pregiata. Inoltre, Altri paesi meno importanti ma che indeboliscono il centro quali la Russia, l’India, il Brasile ed il Sud Africa si profilano all’orizzonte. Insomma in poche parole i paesi denominati Bric e quindi le potenze regionali. Ora nessuna di queste aree è in grado di sostituire gli Stati Uniti per potere militare, monetario, organizzativo, politico, economico ed infine linguistico. L’Europa potrebbe è la più accreditata perché è un’area democratica per cui gli investitori non hanno paura di perdere i propri denari, è ricca, ha finalmente una moneta unica tuttavia non ha potere militare, politico, linguistico ed organizzativo. La Cina è la seconda ma gli investitori non si fidano e soprattutto molti investitori temono che prima poi possa esplodere per le sue contraddizioni in termini di conflitto territoriale urbano rurale, generazionale, ambientale, etc. Gli altri sono troppo lontani per poter sostituire gli Stati Uniti. Quindi o gli Stati Uniti tornano a coordinare dall’alto oppure è necessario immaginare un sistema che finalmente preveda un governo globale. Ma un governo globale significa che Stati Uniti, Inghilterra e Francia devono cedere alcuni dei propri privilegi ad altri mentre i nuovi debbono per avere maggiori privilegi caricarsi la responsabilità di gestire le sorti di questo sistema. Tutti vogliono più potere all’ONU o al Fondo ma ciò presuppone dei costi. L’Europa non intende farsi avanti in quanto non è ancora in grado di farlo perché i singoli paesi non vogliono perdere le proprie prerogative. Di conseguenza l’euro diviene soggetto debole e quindi sotto attacco da parte degli speculatori e ovviamente per farlo gli speculatori colpiscono i soggetti più deboli o meno credibili dell’area euro. Finalmente alle conclusioni. Da qualche tempo, molti sostengono che l’Europa può uscire da questo stallo solo con la trasformazione della Banca Centrale Europea in qualità di prestatore di ultima istanza vale a dire poter stampare moneta e soprattutto emettere titoli al posto dei singoli paesi e quindi garantire la solvibilità grazie al peso dell’Unione Europea piuttosto che dei paesi deboli come per esempio la Grecia. Tuttavia, la Germani continua a sostenere che ciò non è possibile per due motivi anche molto diversi tra loro. In primo luogo perché l’emissione di bond europei presupporrebbe una unione economica e non solo monetaria che significa una unità fiscale e un maggiore controllo dei paesi meno affidabili dal punto di vista della finanza pubblica. Dall’altra parte, la Germania è fortemente terrorizzata dall’inflazione che può generare crisi economica. Ciò è dovuto al fallimento della Repubblica di Weimar proprio a causa dell’inflazione. E i tedeschi sanno che il fallimento della Repubblica di Weimar fu l’ultimo passaggio prima del nazismo. Insomma qualche ragione forse ne hanno i tedeschi di avere paura. Io aggiungo che in realtà il dinamismo ma anche i grandi fallimenti americani sono proprio anche frutto delle specificità della Federal Reserve. vale a dire, essa si occupa sia di stabilità economia, cioè controllo dell’inflazione, e dell’occupazione. Quindi la politica monetaria privilegia di volta in volta il controllo dell’inflazione o la disoccupazione. Ciò porta gli Stati Uniti a, in certi casi, a stampare moneta in fase recessiva proprio per sollevare l’economia tuttavia gli Stati Uniti lo possono fare in quanto la loro è una moneta internazionale e quindi l’inflazione la creano, la subiscono ma soprattutto la esportano proprio grazie al dollaro. In conclusione, quello che in Europa si vorrebbe evitare è di fare la fine degli Stati Uniti per quanto riguarda gli aspetti negativi tuttavia in questo modo non si riesce a beneficiare in toto degli aspetti positivi della politica americana. Di fatto, ciò che accade è che i paesi europei subiscono gli effetti negativi in quanto vengono trasmessi attraverso la moneta e per il semplice fatto che si è dentro questo sistema mondo dove possono essere poste in atto politiche di controllo a livello locale ma non globale e quindi l’economia ha le mani libere. Come uscirne, è molto difficile dirlo ma è probabile che l’Europa e la Germania debbano prima o poi fare questo passo verso una maggiore integrazione senza sapere se poi questo faccia dell’Europa un sistema sempre più simile agli Stati Uniti e quindi allontanandosi dalla tanto amata economia sociale di mercato. In questo senso, forse Monti e Draghi, chissà perché due italiani, potrebbero giocare un ruolo molto importante in un momento topico dell’esistenza europea. Draghi e Monti, autori in maniera diversa della realizzazione dell’Euro e del mercato interno e sembrerebbe anche grandi europesti.
|