Partner

Anna Lindh Foundation Regione Marche Unione Europea

Menu Principale

Le nostre campagne

Cerca

Statistiche

Utenti : 128
Contenuti : 58
Tot. visite contenuti : 23127
Il nuovo che avanza Stampa

La chiusura di Megaupload, a prescindere da che punto la si guardi, è una vittoria doppia: da una parte l'FBI che si aggiudica un round importante sulla pirateria informatica, dall'altra l'apertura verso ulteriori rivoluzioni digitali. Consideriamo anche il peggio. Il "file sharing" la condivisione e lo storage online, potrebbero già far parte del passato.

La corazzata Megaupload costruita da Kim Schmitz, ora arrestato, non è l'unico sito di hosting dove milioni di utenti ogni giorno, caricano e scaricano materiale coperto (e non) da diritti d'autore. Lo dimostra il fatto che dopo pochi minuti dalla diffusione della notizia in rete, molti si sono lanciati alla ricerca di alternative valide e ne esistono. Eccome.

Lifehacker per fare un esempio, ha subito messo online una lista di possibili siti di hosting come Megaupload.

Il fatto però ha delle conseguenze anche per chi utilizza le ormai famose "nuvole". Server virtuali che permettono di appoggiare documenti di vario tipo e sincronizzare i lavori di equipe magari sparse per il mondo.

Anche questo ai termini legali è file sharing, ma il Cloud Computing è una grande rivoluzione per chi come me, usa ad esempio Dropbox, nuvoletta di 3 Giga gratuiti dove appoggiare e soprattutto proteggere file e documenti per lavoro.

Secondo molti sono a rischio anche queste piattaforme perchè in effetti potrebbero mettere in moto un ulteriore meccanismo di download di materiale illegale.

Allora se qualcun'altro in Italia o dall'altra parte del mondo, stesse utilizzando Dropbox violando normative sul Copyright e l'FBI o chi per loro, decidessero di chiudere il servizio, che fine farebbero le nostre nuvole? e i documenti inseriti?

Certo, si può migrare verso un'altro servizio di questo tipo, dato che si presume che nessuno sia tanto pazzo da avere depositato dei file SOLO sulla nuvola ma ciò non toglie che vengo privato di un servizio che magari è divenuto per me e per il mio staff, uno strumento fondamentale.

La notizia della chiusura di Megaupload e l'arresto del suo fondatore, hanno occupato uno spazio anche sui principali telegiornali italiani, a dimostrazione del fatto che si tratta di un evento di portata mondiale ma la cosa rischia di creare un precedente piuttosto pericoloso per il Cloud Computing e l'intero web.

In più, con le voci di censura sempre pendenti, c'e' davvero tanto materiale per aprire dibattiti e confronti.

Noi torneremo presto sull'argomento dato che l'attenzione che rivolgiamo alle nuove tecnologie per la diffusione sociale dei contenuti, rischia di imbattersi in degli stop non previsti.

Lorenzo Visi

 

Ascolta Radio Africa

Guarda Planet Africa

Chi è online

 7 visitatori online

Feed RSS