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| CIE. Ancora censure per la stampa |
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Questi i fatti alla base della denuncia, riportati dal quotidiano Repubblica: giovedì 26 gennaio le reporter Ilaria Roberta Sesana della testata Terre Di Mezzo e Milena Boccadoro del Tg3 Regionale del Piemonte, sono entrate nel CIE di Torino, dopo avere fatto richiesta ufficiale alle autorità competenti. Le giornaliste hanno raccontato di non essere riuscite a parlare nemmeno con un uno dei migranti reclusi. La motivazione addotta dai responsabili del centro e dai funzionari di Questura e Prefettura è che si crea tensione davanti alle telecamere. Ma le interviste non sono state possibili neanche senza telecamere. Davanti alle proteste delle giornaliste, che volevano raccontare i fatti sentendo non solo le voci ufficiali dell’ente gestore e delle autorità, ma anche parlando direttamente con chi subisce la reclusione nel Cie, i responsabili della struttura hanno chiesto di inoltrare una nuova richiesta perché forse in futuro si potrà entrare nella sezione femminile del CIE. |


È stato appena rimosso il divieto all’accesso della stampa nei Centri di identificazione e di espulsione (CIE) e nei Centri di accoglienza per richiedenti asilo, eppure oggi la campagna “LasciateCIEntrare” denuncia pubblicamente le pesanti censure che i giornalisti continuano a subire nel momento dell’ingresso nelle strutture.
