|
Parte un progetto ambizioso che punta ad unire le sponde del Mediterraneo e del Mar Nero in un’ottica di sostenibilità, focalizzandosi su due obiettivi principali: realizzare una rete multifunzionale di aree marine protette, allo stesso tempo arricchendo l’atlante eolico tra Mediterraneo e mar Nero.
Energia rinnovabile che passa per la tutela della biodiversità: un mix salva-ambiente racchiuso nel progetto “CoCoNet”, finanziato dalla Commissione Europea con 11 milioni di euro, all'interno del settimo programma quadro, e coordinato da Ferdinando Boero dell'Università del Salento in collaborazione con Conisma, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, e con l'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar). Come ricorda la sezione dedicata al progetto del sito Conisma, le politiche ambientali europee si concentrano sia sulla salvaguardia di habitat importanti per la loro biodiversità, sia sulla produzione di energie pulite. In quest'ottica, la costituzione di reti di Aree Marine Protette (AMP) e l’installazione di Parchi Eolici Offshore (PEO) assumono un ruolo strategico, ma particolarmente delicato: ad oggi, la protezione e la corretta gestione della biodiversità marina hanno puntato sull’istituzione di aree protette in zone importanti per la loro biodiversità. Questa scelta si è dimostrata efficace all’interno delle zone sottoposte a particolari vincoli, ma ha avuto scarso impatto al di fuori dei loro limiti. Allo stesso tempo, i parchi eolici devono essere posizionati dove i venti siaono adeguati per la produzione di energia, ma non devono avere degli impatti significativi sulla biodiversità e sul funzionamento degli ecosistemi, o sulle attività dell’uomo.
«Il tentativo - spiega Boero - è capire se si può stendere questa rete di protezione su Mediterraneo e mar Nero, creando reti di aree marine transnazionali: al suo interno - osserva ancora il coordinatore dell'unico progetto guidato da un italiano nell'ambito del settimo programma quadro dell'Ue - devono esserci l'ecologia, l'economia, e la giurisprudenza affinché ci siano delle regole condivise tra gli Stati». I lavori si preannunciano impegnativi, dato che l’ideazione di una rete di parchi marini ed eolici andrà a coinvolgere oltre 100 ricercatori, provenienti da 39 istituti di ricerca diversi, situati in 22 stati, tra cui Egitto, Tunisia, Georgia, Ucraina, Russia, Israele, Turchia.
|