Partner

Anna Lindh Foundation Regione Marche Unione Europea

Menu Principale

Cerca

Statistiche

Utenti : 362
Contenuti : 94
Tot. visite contenuti : 36738
Amnesty:l'Europa discrimina l'Islam Stampa

Lavorare di più e meglio per porre un freno agli stereotipi negativi e i pregiudizi verso chi ha fede musulmana. Questo è ciò che devono fare i governi. Questo è l'invito di Amnesty International nel più recente rapporto riguardante le discriminazioni nei confronti dei musulmani europei.

Questa analisi punta l'attenzione su Francia, Belgio, Olanda, Spagna e Svizzera, con un'occhio preciso rivolto alla ''guerra alle moschee'' in Catalogna. L'esperto di Amnesty denuncia ad esempio che''Per il solo fatto d'indossare abiti tradizionali, come il velo, alle donne musulmane viene negato un impiego e alle più giovani, impedito di seguire le lezioni a scuola".

Non va certo meglio agli uomini che possono essere mandati a casa perche' "portano la barba, sempre più spesso associata all'Islam''. Il rapporto ci mostra l'impatto pericoloso della discriminazione su ambiti diversi della vita dei musulmani, comprese occupazione e istruzione. Continua il rapporto: ''Mentre tutti hanno il diritto di esprimere la loro cultura, che si tratti di tradizione o fede, indossando un abito specifico - dice ancora Perolini - nessuno dovrebbe subire pressioni o essere costretto a farlo. Lo scritto di Amnesty mette in luce la mancanza di un'adeguata applicazione delle normative che vietano la discriminazione dal punto di vista dell'impiego. I datori di lavoro hanno la possibilità di discriminare sulla base del fatto che simboli religiosi o culturali creeranno problemi coi clienti o coi colleghi o che risulteranno in contrasto con l'immagine aziendale o la sua ''neutralita''.

Questa situazione cozza con la legislazione dell'Unione europea, sottolinea Amnesty, che consente un trattamento diversificabile in materia di occupazione solo se richiesti dalla natura del lavoro. Ciò comporta che il tasso di disoccupazione sia piu' alto tra i musulmani, e soprattutto tra le musulmane di origine straniera. Quanto al divieto di indossare il velo nelle scuole, in vigore in vari Paesi, le restrizioni secondo l'esperto, vanno valutate caso per caso. ''Divieti generali possono incidere negativamente sull'accesso all'istruzione delle ragazze musulmane e violare il loro diritto alla liberta' di espressione'', sottolinea. Il rapporto si concentra infine sul diritto di istituire luoghi di culto, ostacolato in vari Paesi come appunto in Catalogna. ''In molti paesi europei - conclude Perolini - e' assai diffusa l'opinione che l'islam e i musulmani vanno bene a condizione che non siano troppo visibili.

Questo atteggiamento sta generando violazioni dei diritti umani e va contrastato.

 

Lorenzo Visi

 

Ascolta Radio Africa

Guarda Planet Africa

Chi è online

 7 visitatori online

Feed RSS