pace
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E’ passato un anno da quando ci siamo ritrovati tutti a Palermo, in via D’Amelio,

per impedire che quel luogo, reso sacro dal sacrificio di Paolo

e dei suoi ragazzi, venisse ancora una volta profanato.

Profanato dagli avvoltoi che, tornando sulla scena del delitto,

arrivano come ogni anno ad assicurarsi che Paolo sia veramente morto.

Ad assicurarsi che non possa più mettersi di traverso rispetto

ad una ignobile trattativa stretta tra Stato e antistato

della quale oggi continuiamo a vedere gli effetti ed a pagare le conseguenze.

Ad assicurarsi che possano continuare a godere i frutti

di quel patto scellerato e continuare a pagare le cambiali

contratte per concludere quel patto.

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DAL SITO WWW.19LUGLIO1992.COM

Mentre nel Palazzo di Giustizia, in un’ Aula Magna colma di gente, si commemorava tra lacrime,

sorrisi e applausi, il giudice Paolo Borsellino, a pochi chilometri di distanza , in via della Libertà,

venivano scoperte, divelte dall’asfalto e danneggiate, le statue di Giovanni Falcone e dello stesso

Paolo Borsellino.

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radioafrica e' a madrid per corso webradio Stampa

carissimi amici,

buongiorno, o meglio, Hola visto che da qualche giorno una delegazione composta da Roberto,

Laurita, Beatrice, Stefano, Raimondo e la sottoscritta si sta godendo la calda estate madrilena

per un corso di formazione inserito in un progetto per la costruzione di una reta di webradio

che hanno in comune l'obiettivo di creare una rete di scambi culturali e

tecnici per migliorare l'integrazione tra popoli.

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Ma chi lo dice che ai giovani “nonglienefreganiente”? Stampa

27/05/2010

Stasera siamo in tre, alla radio. Ci sono Andrei ed Ermanno con me, in trasmissione, per parlare di giovani e di collettivi studenteschi, di azioni di protesta, di indifferenza e di muri…

Mi piacciono molto questi due ragazzi, hanno lo sguardo fiero e la mente limpida di chi non ha ancora fatto i conti con illusione, disillusione, perdita di speranza, sconforto e rassegnazione. Li invidio un po’, senza cattiveria, anzi li ammiro, meglio…

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Voci sotto la pioggia di Andrei-Bogdan Ciofoaia Stampa

Voci sotto la pioggia

Piove... il grigio dell'aria fa sembrare la città una gigantesca zona industriale. Il centro, come sempre, è molto trafficato ma, non so perchè, a me sembra deserto. La pioggia è fredda ma nonostante ciò, non riesce a svegliare i passanti che ogni recitano senza entusiasmo le loro parti da comparse su questo palcoscenico chiamato vita. Peccato che nessuno li guardi più quando in T.V. ci sono cose più allegre da vedere... non c'è il grigio della città, non c'è la mancanza di espressione dei passanti, non c'è la pioggia fredda. Ma io ho un debole per l'atmosfera color seppia di questa città sotto la pioggia, non perchè sia bella, ma perchè è sincera... una città struccata, una città... pioggia e sapone. Mi fermo in un bar e subito sento una voce: "Va tutto bene! Colora il tuo grigio e compratì un ombrello. Va tutto bene! Perchè star male quando puoi fingere di stare bene? Va tutto bene! In fondo, anche l'inverno è solo una stagione... diversamente estiva." Mi guardo intorno... gli altri clienti del bar sono in bianco e nero come me, perciò non è stato uno di loro a lanciare quella losca proposta. Guardo meglio e, accorgendomi da dove veniva la voce, dico al barista: "Giovanni, fammi un piacere, và! Spegni quella dannata T.V.. E, preferibilmente, non usare il telecomando, usa un mattone."

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