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i sono giorni in cui mi sento stanca e sconfitta e tutto l’impegno, la voglia di fare mi sembrano fatica e tempo sprecati… Ce ne sono altri in cui mi sento così arrabbiata e furibonda per tutto quello che mi accede intorno… Ci sono giorni che cominciano male e altri, a volte, pure peggio… Mi impongo di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e mai mezzo vuoto, di vedere sempre il bene in tutto quello che mi succede e in tutti quelli che incontro, ma a volte lo sconforto prende il sopravvento…
Poi succede che una sera tornando a casa dopo una lunga, lunghissima giornata di lavoro, ascoltando distrattamente alla radio un programma sportivo ti arriva addosso una ventata di freschezza e di speranza…
C’è il fatto che già, di per sé, rappresenta una bella notizia… La Nazionale Italiana di calcio è stata la scorsa domenica a fare una seduta di allenamento presso un campetto sportivo a Rizziconi, in provinciali Reggio Calabria. Un campetto per il calcio a 5, in erba sintetica, costruito su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta che voleva adibirlo a discarica. “Quella di oggi e' stata per noi una giornata storica, andiamo via arricchiti, siamo rimasti particolarmente colpiti dalle parole di Don Ciotti e dalla partecipazione dei ragazzi". Sono le parole del ct azzurro, Cesare Prandelli, che ha aggiunto “ Oggi abbiamo allenato le nostre coscienze, i nostri valori”. Già queste parole basterebbero a rendere straordinario questo avvenimento che gli azzurri si sono impegnati a non far rimanere un evento isolato, ma l’inizio di un impegno sociale che spetta di portare avanti a chi ha la consapevolezza di essere un punto di riferimento, un esempio per tanti, tantissimi ragazzi che amano il calcio e i suoi protagonisti.
Ci sono state, inoltre, la forza delle parole di Don Ciotti che, come sempre accade, sa sferzare e commuovere i presenti e poi la presenza di tantissime persone, ragazzi, giovani sportivi e non che hanno riempito gli spalti del campetto di Rizziconi.
Ma quello che ha dato una svolta alla mia serata sono state le parole forti, luminose e piene di speranza della mamma di Domenico Gabriele, Dodò, un ragazzo undicenne ucciso durante una partita di calcio su un campo di Crotone. Francesca, si chiama così questa donna che ha sofferto il dolore più grande che possa toccare ad una madre, quello di vedere ucciso il proprio figlio senza un perché, su un campo di calcio, a undici anni… ci sarebbe da impazzire, ma lei no, non si è arresa, lotta strenuamente contro questo grande dolore e questa infame schiavitù rappresentata dalle organizzazioni criminali e da quella parte di società e di politica ad esse sono contigue, che di esse sono complici.
A lei e a tutti quelli che come lei non si arrendono e lottano va tutto il mio rispetto, il mio affetto e la mia riconoscenza…
Don Ciotti, con la forza che solo lui sa imprimere alle parole, ha lanciato una sfida alla Federazione Gioco Calcio, quella di entrare a far parte di Libera e di assumersi l’impegno di sostenere le sue attività con la forza della potenzialità che può avere nel nostro Paese la Nazionale dello sport più amato dagli Italiani. Sarebbe un bel segno, un modo di dare continuità a questa bella iniziativa che porta un raggio di sole nella cupezza del periodo che stiamo vivendo… Ad ognuno di noi spetta il compito di impegnarsi e lottare contro le mafie e la mafiosità che ci sono nella nostra Società e dentro di noi… Diamo un segno forte e chiaro, segniamo uno dei goals più importanti per il nostro futuro, dando un calcio a tutte le illegalità… E se sapremo essere una squadra e giocare insieme, tutti con lo stesso obiettivo, ce la possiamo fare a vincere questa partita… INSIEME LIBERI!!!!!
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