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"la pace comincia dal basso,si affida alle scelte e ai comportamenti di ognuno di noi.le dichiarazioni di principio servono a poco se tutti non ci assumiamo la responsabilita di trasformarle in fatti concreti.

di concetta contini.

“La pace comincia dal basso, si affida alle scelte e ai comportamenti di ognuno di noi. Le dichiarazioni di principio servono a poco se tutti non ci assumiamo la responsabilità di trasformarle in fatti concreti, cioè nella storia delle persone, tutela della loro dignità, strumento di giustizia sociale.
Accoglienza, prossimità, uguaglianza, legalità sono tutti modi per dire “pace”, una parola nella quale leggere i volti e i nomi delle persone più fragili e oppresse, i volti di chi pace non ha perché ancora non è riconosciuto nei suoi diritti e nella sua libertà.
Ci parla di loro anche la nostra Costituzione. La “nuova cultura” che vogliamo è in fondo già tutta lì dentro. A noi sta farla diventare una cultura “vivente”, che trovi forza nei fatti e sappia coinvolgere sempre più persone in questa “marcia”: un cammino comune che continua ogni giorno, alimentato dall’impegno e dalle speranze di ognuno di noi.” Don Luigi Ciotti (fondatore di Libera - Associazioni contro le mafie)

Un Buongiorno e un sorriso (andando avanti capirete perché…)

Quest’anno il tradizionale appuntamento con la marcia per la pace Perugia-Assisi si è spostata dalla data abituale dei primi di ottobre a domenica prossima per una serie di ragioni: ad ottobre una delegazione della Tavola della Pace e del Coordinamento degli Enti Locali per la Pace si è recata in Israele e in Palestina per manifestare direttamente la solidarietà delle Istituzioni e delle Associazioni Italiane nei luoghi ancora martoriati da occupazione ed attentati, in territori in guerra…

Possiamo dire, per semplificare, che da ottobre in poi si è intrapreso un cammino ricco di incontri, seminari, iniziative preparatori della Marcia del 2010.

Un anno fa’, ad Assisi, il coordinatore della Tavola della Pace e organizzatore della Marcia, Flavio Lotti, lanciava la serie di iniziative che è stata battezzata con lo slogan “Una Marcia lunga un anno”. Sul sito della Tavola per la Pace potete trovare tutte le iniziative che hanno caratterizzato questo percorso e che troveranno il culmine nelle iniziative che sono cominciate oggi con il Meeting dei Giovani per la Pace e che proseguiranno fino a domenica con il Forum per la Pace e la conclusiva tradizionale Marcia Perugia-Assisi.

Gli argomenti “messi in tavola” quest’anno sono molto interessanti: “Luce contro crisi e violenza” e “Abbiamo bisogno di un’altra cultura: la nonviolenza, la giustizia, la libertà, i diritti umani, la pace, la responsabilità e la speranza per contrastare violenza, mafie, censura, razzismo, guerra, egoismo e paura”.

Da quando ho conosciuto la Tavola della Pace, nel 2005, ho cercato di essere presenti a tutti gli appuntamenti che mi è stato permesso di seguire: come persona, come cittadina, come madre, come lavoratrice, come delegata dall’Ente per cui lavoro a rappresentarlo in questi incontri.

Quest’anno, per un banale incidente, non potrò essere presente e non potete immaginare neanche quanto mi dispiaccia.

Da quando ho incontrato i miei amici Costruttori di pace (perché questo vuol dire pacifisti) e Organizzatori di speranza (come ci ha battezzati il nostro coordinatore Flavio) la mia vita ha acquistato un senso più profondo: ogni parola ha acquistato nuovo significato e nuovo valore ed ogni azione o pensiero è diventato impegno e passione.

Ho incontrato quei meravigliosi documenti che sono la Dichiarazione Universale per i Diritti Umani e la Costituzione Italiana, che seppure conoscevo, non erano mai state così importanti per me, almeno, non consapevolmente.

Ho apprezzato di più il mio lavoro in una Pubblica Amministrazione Locale, ho capito cosa significa lavorare per gli altri sentendo, però, di lavorare soprattutto per sé stessi.

Una canzone di qualche anno fa’ recitava “Gli altri siamo noi” e non c’è nulla di più vero quando scopriamo che proteggere gli altri, difendere i diritti di tutti, lavorare ed impegnarsi perché questi “benedetti” diritti siano concessi a tutti e a tutti sia permesso di rivendicarli.

La Marcia di quest’anno ha un significato molto particolare: le scorse edizioni vedevano principali protagonisti dell’azione di “rivendicazione di Pace” paesi lontani dove guerre, miseria, povertà e ingiustizie sembravano aver tolto ogni speranza di vita migliore e il desiderio, l’obiettivo della Marcia e dei Marciatori era quello di aiutare e sostenere la Società Civile dei paesi in difficoltà. Ora però è accaduto che tra quei paesi ci sia anche il nostro Paese, questa nazione che tanti dileggiano e offendono con comportamenti indegni e vergognosi per un paese civile, una società che ha perso Pace e Coesione Sociale e che vede alcune delle sue Leggi discriminare e offendere equità e giustizia.

Negli ultimi anni, complici la crisi economica e la deriva etico-morale che ci sta travolgendo, molti dei diritti e delle consuetudini di accoglienza e solidarietà sono stati sostituiti da paure, insicurezza, razzismo e discriminazioni. Abbiamo perso parte delle caratteristiche di apertura culturale e sociale che ha fatto crescere tutti noi alla luce della Cultura, dell’Arte e dell’Ospitalità che per secoli sono stati proverbiali.

Per scelta demagogica e scellerata è stato scelto di alimentare sentimenti negativi nei confronti dei più poveri, scatenando una vera e propria guerra di civiltà: Africani, Latino-Americani, Indiani, Cingalesi ecc. sono diventati “i Clandestini”, quelli che per forza delinquono perché altro non possono fare, si voleva costringere medici e infermieri a denunciare chiunque non potesse mostrare i propri documenti per il “reato di clandestinità” , una condizione oggettiva, amministrativa che è diventato un reato PENALE… non si doveva arrivare a così tanto scempio di diritto. E da lì sono scaturite un’infinità di illegalità, ingiustizie, violazioni di diritti umani che hanno fatto guadagnare al nostro Belpaese 92 raccomandazioni da parte dei componenti del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU…

Che dire: dieci anni dopo l’inizio del terzo millennio conquiste e diritti guadagnati con il sangue e la lotta dei nostri avi sono finiti inesorabilmente nel caos della situazione sociale attuale.

Abbiamo perso quella Pace sociale che per decenni ci stavamo godendo dopo la tragedia della seconda guerra e dopo gli anni bui del terrorismo. Certo c’è stata Tangentopoli, la fine della Prima Repubblica, ma così in basso non eravamo mai arrivati, o almeno, a me, così sembra, non condividete?

Allora, mi chiedo, che si fa’? Si ricomincia a guardarsi negli occhi, a dirsi “Buongiorno”, magari con un sorriso, suggerisce Flavio , ad aiutare l’amico o il vicino che ha bisogno, a riscoprire il valore della solidarietà e della condivisione. Con piccoli gesti, concreti, tutti i giorni, ognuno per ciò che vuole, ognuno per ciò che può e vuoi vedere che poco a poco qualche cosa cambia davvero.

Non lasciatemi sola in questo sogno: i sogni, ha detto qualcuno che non ricordo più, sono come le stelle per i marinai: irraggiungibili ma indicano la via…

Un caro saluto e Buona Marcia a tutti, per domenica o per la vita, poco importa, ma l’importante è camminare insieme, fianco a fianco, mano nella mano per non sentirci soli mai più e non lasciare nessuno indietro.

Buona Pace a tutti

Concetta

 

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